
Proiezione del documentario “In the belly of AI”, di Antonio Casilli e Henry Poulain.
C’è un lato oscuro nello sviluppo di piattaforme, app e sistemi di intelligenza artificiale: il lavoro ripetitivo, poco remunerato e incessante di milioni di data workers che ogni giorno, per permettere ai nostri dispositivi di funzionare, classificano immagini, moderano contenuti e allenano nuovi modelli linguistici a soddisfare l’appetito dei nostri prompt e dei nostri social media. Un’insidiosa forma di sfruttamento contemporanea che, dietro alla promessa di una nuova età dell’oro, perpetua sotto mentite spoglie digitali le disuguaglianze tra Nord e Sud globale, con conseguenze potenzialmente irreparabili anche per l’ambiente. Il documentario è sottotitolato.
In dialogo:
Antonio Casilli – professore ordinario presso l’Institut Polytechnique de Paris, scrittore e autore televisivo, esperto scientifico e autore di documentari
Souleymane Coly – economista, consulente nelle tecnologie dell’informazione e della comunicazione
Uma Rani – economista senior presso il Dipartimento di ricerca dell’Ufficio internazionale del lavoro (ILO) a Ginevra
Deka Mohamed Osman – visual artist, fotografa e videomaker, assistant director
Conduce: Matteo Vabanesi – giornalista, esperto di innovazione e trasformazione digitale.
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