
Per una sera il Polo del ‘900 si trasforma in una milonga, in cui i passi di tango e musica dal vivo accompagnano il racconto di Sofia Borri, la cui madre, Silvia Susana Roncoroni, è desaparecida durante la dittatura militare.
Buenos Aires, dai vetri di una milonga di quartiere filtra una luce soffusa, accogliente. La sala oggi è meno piena del solito, alcuni degli habitué non si fanno vedere da qualche tempo. Ogni sera, le nonne di quartiere si incontrano nella speranza di una notizia, un appiglio a cui aggrapparsi o anche solo una spalla con cui condividere un’assenza. Per una notte il dolore si fa danza: il contatto con uno sconosciuto ricorda per un istante il caldo abbraccio di una figlia, la carezza di un fratello o il gesto affettuoso di un nipotino.
Il tango, forzatamente represso dal regime, diventa in quegli anni espressione di resistenza e di lotta per la salvaguardia delle proprie radici non solo personali ma anche culturali. Oggi il tango continua a rappresentare uno strumento con cui le nipoti e i nipoti delle Abuelas de Plaza de Mayo vogliono riappropriarsi di una parte di esistenza mai vissuta e nemmeno immaginata.
Un omaggio all’Argentina e al suo popolo tributato dalla comunità tanguera, dagli artisti, maestri e musicisti argentini e torinesi.
Con: Sofia Borri (figlia di Silvia Susana Roncoroni, desaparecida), musiche dal vivo di Miguel Angel (chitarra e voce) e Lautaro Acosta (violino), coreografia a cura di Laboratorio Baires
A seguito milonga con maestri e maestre di tango delle scuole, accademie e associazioni torinesi con Tango DJ set di Carlito.
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