Lo spettacolo nasce dalle voci delle donne della Resistenza: operaie, contadine, madri, staffette e organizzatrici degli scioperi, attive nei Gruppi di Difesa della Donna. Donne che non sempre imbracciano un fucile, ma sabotano, nascondono, curano e resistono, scoprendo che la libertà è una scelta quotidiana. Teresa e Arianna non sono eroine, ma donne comuni nella Torino del 1943–1945: una in città, l’altra in campagna. Le loro vite si intrecciano fino a diventare parte della stessa lotta. Al centro c’è il corpo delle donne: controllato e violato, ma anche capace di forza e rivolta. Un corpo che il fascismo vuole obbediente e silenzioso e che la Resistenza restituisce alla dignità e alla scelta. La Resistenza non è solo memoria: è una domanda che ritorna quando la paura diventa metodo e la violenza pretende di essere normale. Che cosa scegliamo di diventare, quando smettere di essere umani sembra più facile?
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A cura di: Arci Torino APS, Fondazione Istituto piemontese Antonio Gramsci, ANPI – Associazione Nazionale Partigiani d’Italia
